Nel cuore antico del Celio, a pochi passi dall’Oratorio di Santa Barbara, sorge il convento delle Missionarie della Carità, un angolo di Roma dove il tempo sembra dilatarsi e respirare lentamente. Qui, durante alcune delle sue visite nella capitale, Madre Teresa di Calcutta trovava rifugio: un luogo di silenzio, raccoglimento e cura dell’anima, lontano dal frastuono della città.
Varcare la soglia del convento significa entrare in un’atmosfera ovattata, protetta e quasi rigenerativa. Senza accorgersene, ci si ritrova davanti al suo tesoro nascosto: la stanza della Santa. Un luogo essenziale, umilissimo e sobrio, privo di ornamenti superflui. Il letto modesto, con la sua coperta a scacchi, la scrivania, il crocifisso e la reliquia dall'impatto emozionale catartico, parlano di una vita dedicata alla preghiera e al servizio degli altri. Tutto, qui, racconta la sua esistenza: una semplicità che si fa linguaggio universale.
Camminando tra le mura del convento, la sua presenza discreta si avverte ancora oggi. Non è visibile, certo, ma la si percepisce nitida nella tangibile sensazione di amore e accoglienza; nella quiete che sembra respirare insieme al visitatore, la si può quasi sentire parlare.
Visitare il convento al Celio significa intraprendere un piccolo pellegrinaggio nel tempo e nello spirito. Roma, città di rumori e contrasti, qui mostra un volto inatteso: quello della contemplazione, della sobrietà che si fa luce, della carità che si manifesta senza clamore. Passate, chiedete permesso, lasciatevi guidare dal silenzio.
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*Tutte le foto presenti sono state scattate me. Puoi vedere altre immagini cliccando qui
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